Il Piemonte si conferma un punto di riferimento nazionale nella ricerca medica e nell’innovazione applicata alla prevenzione oncologica. Lo dimostra il nuovo studio sullo screening del tumore della prostata, raccontato da La Stampa in un articolo firmato da Alessandro Mondo, che punta a raccogliere le evidenze scientifiche necessarie per la costruzione di un programma di screening organizzato e integrato nella sanità pubblica.
👉 Per approfondire l’iniziativa e leggere l’articolo completo di Alessandro Mondo pubblicato su La Stampa, clicca qui.
Tra i protagonisti dello studio c’è Daniele Regge, radiologo di riferimento a livello internazionale e Chief Medical Officer di Health Triage, che evidenzia il ruolo sempre più centrale della diagnostica avanzata: «Dal punto di vista radiologico, l’integrazione della risonanza magnetica nel percorso di screening consente una caratterizzazione molto più accurata delle lesioni. I dati preliminari confermano che possiamo migliorare l’identificazione dei tumori clinicamente significativi, evitando al tempo stesso indagini inutili».
Un risultato che va nella direzione indicata anche da Stefano De Luca, urologo dell’Ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano e co-sperimentatore nello studio: una maggiore appropriatezza clinica, grazie alla capacità di selezionare con maggiore precisione i pazienti da sottoporre a biopsia, riducendo procedure invasive non necessarie e concentrando le risorse sui casi con un reale sospetto di malattia significativa.
Come sottolineato da Vittoria Grammatico, responsabile dell’Unità Valutazione e Organizzazione Screening dell’ASL, “lo studio rappresenta inoltre un passaggio fondamentale verso la costruzione di un programma organizzato di screening del tumore della prostata, con l’obiettivo di garantire qualità, efficacia ed equità di accesso ai cittadini.”
La risonanza magnetica è oggi uno strumento fondamentale nella diagnosi del tumore della prostata, poiché consente di identificare e localizzare le lesioni sospette. Tuttavia, la definizione precisa dell’aggressività del tumore, indispensabile per orientare la scelta terapeutica, richiede ancora, nella pratica clinica, l’analisi istologica ottenuta mediante biopsia tissutale. Quest’ultima presenta alcuni limiti in termini di accuratezza diagnostica e può essere associata a complicanze legate alla procedura.
In questo contesto si inserisce l’innovazione sviluppata da Health Triage con V-Bio, un dispositivo medico software basato sull’intelligenza artificiale che si propone di realizzare una “biopsia virtuale”. Il sistema analizza le immagini di risonanza magnetica già acquisite durante il percorso diagnostico ed elabora un indice correlato all’aggressività del tumore in tempo reale, senza richiedere ulteriori procedure invasive sul paziente. L’obiettivo è fornire al clinico informazioni aggiuntive utili per la valutazione della malattia e contribuire a ridurre il ricorso alle biopsie tradizionali nei casi appropriati.
La collaborazione tra strutture sanitarie, specialisti, centri di ricerca e start-up tecnologiche conferma ancora una volta la capacità del Piemonte di trasformare l’innovazione scientifica in modelli concreti di prevenzione, contribuendo a disegnare il futuro della sanità pubblica.