L’adozione dell’intelligenza artificiale riduce i tempi di avvio dei trial clinici, migliorando l’efficienza della ricerca. Una lezione preziosa per chi costruisce innovazione in sanità.
Secondo il più recente Impact Report del Tufts Center for the Study of Drug Development (CSDD), presentato al DIA Global Annual Meeting 2025, l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nei trial clinici consente una riduzione media del 18 % dei tempi di attivazione degli studi.
In un ecosistema dove ogni giorno guadagnato accelera l’accesso alle cure, questo risultato segna una svolta importante: l’AI può trasformare non solo la diagnosi, ma anche la velocità con cui l’innovazione arriva al letto del paziente.
I dati dello studio
- L’indagine ha coinvolto aziende che hanno adottato AI/ML per la selezione dei siti clinici, la progettazione dei protocolli e la gestione documentale.
- Il risultato: una media del 18 % in meno nei tempi di attivazione, ossia del tempo tra la pianificazione iniziale e l’avvio effettivo del trial.
- Inoltre, è stato registrato un calo del 40 % del carico amministrativo, grazie all’automazione delle procedure.
Perché è rilevante per Health Triage
Health Triage integra l’AI in modo sistemico: dalla progettazione degli algoritmi all’approvazione come dispositivo medico, passando per validazione clinica e compliance regolatoria.
Questo studio conferma una visione precisa:
- L’AI è anche efficienza, non solo potenza di calcolo.
- Accelerare i trial significa accelerare l’impatto, soprattutto per tecnologie come PROSTATE V-Bio e BREASTnegative.ai, pensate per la diagnosi precoce.
- La riduzione dei tempi non è una scorciatoia, ma una strategia per rendere la ricerca più sostenibile, rapida e focalizzata sui bisogni clinici reali.