Guido Cannito, Chief Commercial Officer & Head of Market Development di Health Triage, porta vent’anni di esperienza nell’innovazione sanitaria. Oggi guida il percorso che trasforma ricerca, algoritmi e validazione clinica in soluzioni adottate dai sistemi sanitari.

Negli ultimi vent’anni la sanità ha vissuto una trasformazione profonda. Prima è arrivata la digitalizzazione dei processi clinici, poi l’intelligenza artificiale, e ogni fase ha promesso cure più efficienti e di qualità migliore. Tra una tecnologia sviluppata in laboratorio e una tecnologia davvero usata da medici e ospedali, però, c’è un passaggio decisivo: la capacità di generare valore concreto.

È su questo terreno che lavora Guido Cannito, professionista con una lunga esperienza nell’health tech e nella trasformazione digitale della sanità. Gli abbiamo chiesto come vede l’evoluzione del mercato e quale ruolo può avere l’intelligenza artificiale nel rendere i sistemi sanitari più sostenibili ed efficaci.

Il percorso professionale di Guido Cannito

Puoi raccontarci il tuo percorso e le esperienze che ti hanno portato a questo ruolo?

Dopo una breve esperienza nelle telecomunicazioni, dal 2006 ho sempre lavorato nell’innovazione tecnologica applicata alla sanità. Ho operato sia in piccole e medie imprese italiane con una forte vocazione internazionale sia in una grande multinazionale, seguendo progetti complessi di trasformazione digitale dei processi sanitari.

In questi anni ho visto cambiare il significato stesso di innovazione. Vent’anni fa innovare voleva dire informatizzare un reparto o introdurre sistemi digitali per gestire i dati clinici. Oggi vuol dire integrare l’intelligenza artificiale nei percorsi di cura e nei processi decisionali, mettendola concretamente al servizio dei professionisti sanitari. Il filo conduttore del mio percorso è sempre stato questo: usare la tecnologia per migliorare la qualità dell’assistenza e sostenere il lavoro di chi opera ogni giorno nella sanità.

Perché Health Triage

Cosa ti ha convinto ad accettare la sfida di Health Triage?

La risposta è semplice: ho trovato un’azienda allineata ai miei valori professionali. In Health Triage ho visto un progetto tecnologico realmente innovativo e persone con competenze di altissimo livello. Soprattutto, ho visto una visione molto chiara di come l’innovazione debba creare valore concreto nei sistemi sanitari.

Non si tratta di sviluppare tecnologia fine a se stessa. L’obiettivo è migliorare i percorsi di cura, supportare i medici nel lavoro quotidiano e rendere più efficiente l’intero processo assistenziale. È questa attenzione all’impatto reale delle soluzioni che mi ha convinto a entrare nel progetto.

L’evoluzione del mercato health tech e dell’IA

Come vedi oggi l’evoluzione del mercato dell’health tech e delle soluzioni basate su intelligenza artificiale?

Il mercato dell’health tech è in forte crescita, in Italia come in Europa. Ma ciò che conta davvero non è la tecnologia in sé: è la capacità di rispondere ai problemi concreti dei sistemi sanitari. Tutti i Paesi europei affrontano sfide simili:

  • l’invecchiamento della popolazione;
  • l’aumento delle patologie croniche;
  • la carenza di personale sanitario;
  • la necessità di garantire cure di qualità in modo sostenibile.

L’intelligenza artificiale può avere un ruolo centrale proprio perché aiuta a rispondere a queste esigenze. Non va vista come un sostituto, ma come uno strumento che permette ai professionisti di lavorare meglio, ottimizzando tempi, risorse e processi. Quando genera un valore clinico e organizzativo misurabile, l’IA diventa una leva concreta per rendere le cure più accessibili e sostenibili.

Dimostrare valore clinico ed economico

Quanto conta oggi la capacità di dimostrare valore clinico ed economico nelle scelte di acquisto?

Moltissimo. Nessuna struttura sanitaria investe in una tecnologia solo perché è innovativa: bisogna dimostrare che produce benefici reali. Il valore clinico resta fondamentale, ma da solo non basta. Serve anche un impatto operativo ed economico, fatto di tempi ridotti, processi ottimizzati e un uso migliore delle risorse disponibili.

Le organizzazioni sanitarie devono prendere decisioni sempre più complesse e hanno bisogno di evidenze concrete. Per questo credo che saper misurare i risultati e tradurli in indicatori chiari sia diventato uno degli elementi più importanti per l’adozione dell’innovazione.

Cosa distingue Health Triage

Quali sono gli elementi distintivi dell’offerta di Health Triage rispetto ai competitor?

Il principale è la capacità di trasformare ricerca e competenza scientifica in valore operativo concreto. Le nostre soluzioni non nascono solo per produrre un risultato diagnostico: nascono per migliorare l’intero processo clinico in cui vengono inserite. L’obiettivo è permettere a medici e operatori sanitari di valorizzare al meglio le proprie competenze, dedicando più tempo ai casi che richiedono maggiore attenzione.

Health Triage unisce poi due aspetti che raramente convivono nella stessa organizzazione: una forte specializzazione su specifici ambiti clinici e una visione ampia dell’ecosistema sanitario. Questa combinazione ci permette di sviluppare soluzioni molto focalizzate e, allo stesso tempo, pienamente integrabili nei percorsi assistenziali reali.

Dove si trova il maggiore potenziale di sviluppo

In quali mercati o applicazioni vedi il maggiore potenziale?

Nelle applicazioni capaci di migliorare insieme qualità clinica, efficienza operativa e sostenibilità economica. I sistemi sanitari europei cercano strumenti per gestire una domanda di prestazioni in continua crescita senza compromettere la qualità delle cure. In questo contesto l’intelligenza artificiale può diventare un acceleratore straordinario.

Dal punto di vista geografico vedo grandi opportunità in Italia e nei principali mercati europei, dove le esigenze sono molto simili. Saper costruire partnership internazionali e integrarsi con gli ecosistemi sanitari esistenti sarà uno dei fattori decisivi per la crescita del settore.

Health Triage tra tre-cinque anni

Come immagini Health Triage tra tre-cinque anni?

Immagino una realtà consolidata e riconosciuta a livello internazionale, capace di portare sul mercato il valore costruito in questi anni con la ricerca, la validazione clinica e lo sviluppo tecnologico. Sono convinto che BreastNegative e Prostate V-Bio siano solo l’inizio di un percorso più ampio. L’esperienza che stiamo maturando ci permetterà di affrontare nuovi ambiti dell’oncologia e della medicina di precisione, sempre con lo stesso approccio: ascoltare i bisogni reali della clinica e trasformarli in innovazione utile.

Mi piacerebbe vedere Health Triage diventare un punto di riferimento europeo nell’applicazione dell’intelligenza artificiale alla diagnostica oncologica: un’azienda che sappia coniugare innovazione, sostenibilità e impatto concreto sui percorsi di cura.