Raffaele Petrone è Executive Chairman di Petrone Group, gruppo internazionale attivo nel settore healthcare con quasi 2.000 persone tra dipendenti e collaboratori. È Presidente di Health Triage, deep tech italiana impegnata nello sviluppo di soluzioni di intelligenza artificiale per la prevenzione e la diagnostica oncologica.

Investire in una realtà che sviluppa intelligenza artificiale per la sanità significa guardare oltre la tecnologia. Servono competenze cliniche, capacità di esecuzione, validazione scientifica e una visione industriale in grado di trasformare un’innovazione in uno strumento realmente utilizzabile negli ospedali. È questa la prospettiva con cui nasce il progetto Health Triage. Abbiamo chiesto a Raffaele Petrone quali elementi lo hanno convinto a investire nella società e quali saranno, secondo lui, i fattori che determineranno il successo dell’intelligenza artificiale applicata alla medicina.

D: Perché ha scelto di investire in Health Triage?

R: «Nel mio lavoro ho imparato che una buona tecnologia, da sola, non basta. Ho visto progetti eccellenti dal punto di vista scientifico che non sono mai riusciti a trasformarsi in soluzioni adottate dal mercato. In Health Triage ho trovato qualcosa di diverso: competenze cliniche, capacità tecnologica e una visione molto concreta di come queste soluzioni debbano essere utilizzate negli ospedali. È questo che mi ha convinto. L’innovazione produce valore solo quando riesce a migliorare il lavoro dei professionisti e, di conseguenza, la qualità delle cure.»

D: Oggi molte aziende investono nell’intelligenza artificiale. Secondo lei, dove si gioca davvero il vantaggio competitivo?

R: «Nella densità d’innovazione. In Health Triage non si lavora su soluzioni incrementali, ma su frontiere che molti esploreranno tra cinque o dieci anni. BreastNegative e PROSTATE V-Bio sono due esempi concreti: tecnologie pronte oggi che anticipano ciò che diventerà standard domani. Questo è il segno distintivo di chi guida, non di chi insegue. Nel mercato dell’IA in sanità ci sono molti che rincorrono le tendenze del momento. Health Triage invece parte dal problema clinico irrisolto e costruisce da lì con rigore scientifico, brevetti veri e validazione sul campo. È un approccio molto più difficile, ma è l’unico che produce valore duraturo.

Per molti anni si è pensato che il vantaggio fosse costruire l’algoritmo migliore. Oggi non è più così semplice. Gli strumenti per sviluppare software stanno diventando sempre più accessibili e anche l’intelligenza artificiale accelera enormemente i tempi di sviluppo. La vera differenza la farà chi saprà integrare queste tecnologie nei percorsi clinici, rendendole realmente utili per medici e strutture sanitarie. È lì che si crea valore: quando una soluzione entra nella pratica quotidiana e contribuisce a migliorare l’organizzazione, i tempi e la qualità delle decisioni cliniche.»

D: In che modo una realtà come Health Triage sta lavorando in questa direzione?

R: «La società ha scelto un approccio molto pragmatico. Non sviluppa tecnologie pensando prima all’algoritmo e poi cercando un’applicazione. Parte da problemi clinici ben definiti e costruisce strumenti che possano essere integrati nel lavoro quotidiano dei professionisti. Questo richiede ricerca, validazione scientifica, confronto continuo con i medici e capacità di adattare la tecnologia ai processi esistenti. È un percorso più impegnativo, ma è anche quello che offre maggiori prospettive di crescita.»

D: Qual è il valore che un gruppo industriale come il suo può portare a una deep tech come Health Triage?

R: «Una deep tech può avere competenze scientifiche e tecnologiche molto avanzate, ma per trasformare l’innovazione in un prodotto adottato dal mercato servono anche esperienza industriale, capacità organizzativa e una visione di lungo periodo. Il nostro contributo è proprio questo: aiutare l’azienda a crescere senza perdere il rigore che la contraddistingue. Significa supportarla nelle scelte strategiche, favorire lo sviluppo di partnership e creare le condizioni perché tecnologie nate dalla ricerca possano essere adottate su larga scala. Oggi non basta sviluppare soluzioni innovative: bisogna costruire un’azienda capace di farle evolvere, integrarle e portarle con continuità sul mercato.»

D: Come immagina l’evoluzione di Health Triage nei prossimi anni?

R: «Credo che il mercato premierà le aziende capaci di unire innovazione scientifica, solidità industriale e credibilità clinica. È la stessa visione che guida Petrone Group: mettere in connessione competenze, ricerca e innovazione per trasformare idee ad alto potenziale in soluzioni capaci di migliorare concretamente la salute e la qualità della vita delle persone. Operiamo da sempre con una prospettiva internazionale, sostenuti da una governance che coniuga la continuità di una realtà familiare con un approccio manageriale orientato alla crescita. Questo ci permette di costruire valore nel tempo, facendo leva su principi che considero irrinunciabili: etica, trasparenza, centralità delle persone, curiosità verso l’innovazione e capacità di esecuzione. Health Triage rappresenta pienamente questa visione. L’obiettivo non è semplicemente sviluppare nuove applicazioni di intelligenza artificiale, ma contribuire a rendere la medicina più efficiente, sostenibile e accessibile, mettendo la tecnologia al servizio dei pazienti e dei professionisti sanitari.»